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Insufficienza ossea isolata senza progressione della malattia sistemica durante il trattamento con inibitori tirosin-chinasici di EGFR


L’insufficienza ossea isolata senza progressione della malattia sistemica si verifica spesso nei pazienti che traggono benefici clinici dalla terapia con inibitori di EGFR ( EGFR-TKI ) ed è associata a una migliore sopravvivenza.

Sono state studiate le caratteristiche dei pazienti con cancro del polmone non-a-piccole cellule ( NSCLC ) con fattore di crescita epidermico ( EGFR ) mutato, che avevano presentato una progressione isolata delle metastasi ossee senza aggravamento degli organi extrascheletrici durante il trattamento con inibitore della tirosin-chinasi di EGFR.

Sono stati analizzati in modo retrospettivo i dati di 870 pazienti con tumore NSCLC EGFR-mutato trattati con inibitori della tirosin-chinasi di EGFR dal 2004 al 2014.

Di questi pazienti, 71 ( 8.2% ) che si erano sottoposti a terapia radiante per metastasi ossee a causa di eventi scheletrici correlati, imminenti eventi scheletrici correlati, o dolore osseo non-controllato medicalmente, sono stati selezionati e definiti affetti da insufficienza ossea.

L’insufficienza ossea è stata classificata in due categorie in base alla presenza di contemporanea progressione della malattia in organi extrascheletrici: insufficienza ossea isolata e insufficienza ossea non-isolata.

Dei 71 pazienti con insufficienza ossea, 33 ( 46.5% ) avevano insufficienza ossea isolata senza aggravamento della malattia in organi extrascheletrici.

L’insufficienza ossea isolata era più frequente nel gruppo con beneficio clinico ( responder e stabili per 6 mesi e oltre ) rispetto al gruppo senza beneficio clinico ( 54.4% vs 14.3%; P=0.007 ).

L’insufficienza ossea isolata era anche più frequente nei soggetti con buon performance status ( 82.5% vs 42.9%; P=0.005 ) e delezione 19 ( 68.4% vs 35.7%; P=0.024 ).

Il sesso femminile, il performance status buono e il beneficio clinico da inibitori della tirosin-chinasi erano più frequenti nei pazienti con insufficienza ossea isolata rispetto a quelli con insufficienza ossea non-isolata ( sesso femminile, 69.7% vs 44.7%; P=0.034; ECOG 0 o 1, 87.9% vs 63.2%; P=0.017; beneficio clinico da inibitori tirosin-chinasici, 93.9% vs 68.4%; P=0.007 ).

Il beneficio clinico da inibitori della tirosin-chinasi di EGFR era un predittore indipendente di insufficienza ossea isolata ( odds ratio aggiustato, OR=6.647; P=0.021 ).

I pazienti con insufficienza ossea isolata tendevano a mostrare una sopravvivenza più lunga dall’inizio della somministrazione di inibitori della tirosin-chinasi ( 20.7 vs 11.1 mesi; P=0.2 ) e dalla comparsa di insufficienza ossea ( 8.6 vs 3.4 mesi; P=0.186 ).

In conclusione, l’insufficienza ossea isolata senza progressione della malattia sistemica si verifica frequentemente nei pazienti con benefici clinici da inibitori tirosin-chinasici di EGFR ed è associata a una migliore sopravvivenza.
Questa scoperta richiede studi futuri per esaminare l'attività differenziale degli inibitori della tirosin-chinasi di EGFR nelle ossa nel tempo o in preferenza rispetto ad altri organi. ( Xagena )

Hwang JA et al, Clin Lung Cancer 2016; 17: 573-580.e1

Xagena_OncoPneumologia_2016



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