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Efficacia comparativa degli inibitori del checkpoint immunitario per carcinoma polmonare non-a-piccole cellule avanzato precedentemente trattato


Il ruolo dell'espressione di PD-L1 nel guidare le immunoterapie nel tumore al polmone non-a-piccole cellule ( NSCLC ) avanzato precedentemente trattato rimane non ben definito, e vi è scarsità di dati che confrontino tra di loro gli inibitori del checkpoint immunitario.
Una meta-analisi ha confrontato la sopravvivenza con inibitori del checkpoint immunitario con quella con Docetaxel e ha eseguito confronti indiretti tra inibitori del checkpoint immunitario nella popolazione non-selezionata con espressione di PD-L1 e in base ai livelli di espressione di PD-L1.

È stata eseguita una meta-analisi degli esiti di sopravvivenza nella popolazione non-selezionata PD-L1 e in base ai livelli di espressione di PD-L1 inferiore all'1%, superiore o uguale a 1%, superiore o uguale a 5%, superiore o uguale a 10% e superiore o uguale a 50%.
Sono stati effettuati confronti indiretti testa a testa e sono state fornite classifiche di trattamento.
Sono stati stimati i potenziali benefici di sopravvivenza per livello di espressione di PD-L1 rispetto a una popolazione non-selezionata PD-L1.

Sono stati inclusi per la meta-analisi 5 studi con 3.024 pazienti totali.

Complessivamente, gli inibitori del checkpoint immunitario hanno migliorato la sopravvivenza tra i livelli di espressione di PD-L1 rispetto a Docetaxel, sebbene ci sia stata solo una debole evidenza di beneficio per il singolo inibitore del checkpoint immunitario Nivolumab ( Opdivo ) o Atezolizumab ( Tecentriq ) per PD-L1 inferiore a 1%.

I sottogruppi PD-L1 hanno indicato una relazione dose-risposta positiva tra i livelli di espressione di PD-L1 e i benefici di sopravvivenza.
Inoltre, ci sono stati anche benefici di sopravvivenza dovuti alla selezione per PD-L1 nei sottogruppi PD-L1 superiore o uguale al 10% e superiore o uguale al 50% rispetto alla popolazione non-selezionata PD-L1.
I confronti indiretti degli inibitori del checkpoint immunitario hanno mostrato poche evidenze di differenze tra Nivolumab, Pembrolizumab ( Keytruda ) ed Atezolizumab.

Gli inibitori del checkpoint immunitario migliorano la sopravvivenza nei pazienti con tumore al polmone non-a-piccole cellule in fase avanzata precedentemente trattati in base ai livelli di espressione di PD-L1 rispetto a Docetaxel.
Esiste una relazione dose-risposta positiva tra espressione di PD-L1 e benefici di sopravvivenza, e scarsa evidenza di differenze di sopravvivenza tra Nivolumab, Pembrolizumab e Atezolizumab. ( Xagena )

San Tan P et al, Lung Cancer 2018; 115: 84-88

Xagena_OncoPneumologia_2018



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