Controversies in Genitourinary Tumors
Alleanza Mediterranea Oncologica in Rete
OncoGinecologia
Tumori GenitoUrinari

Efficacia e sicurezza di Onartuzumab in combinazione con regimi chemioterapici di prima linea a base di Bevacizumab o Pemetrexed nel cancro del polmone non-a-piccole cellule non-squamoso avanzato


Onartuzumab è un anticorpo monoclonale monovalente che si lega al dominio extracellulare del recettore MET.
Dato il ruolo di MET nel tumore del polmone non-a-piccole cellule ( NSCLC ), si è determinato se Onartuzumab potenzi l'efficacia della chemioterapia di prima linea per il tumore NSCLC non-squamoso.

I pazienti con tumore del polmone non-a-piccole cellule non-squamoso non-trattato in stadio IIIB/IV, stratificati per lo stato diagnostico MET, sono stati randomizzati a ricevere Onartuzumab ( 15 mg/kg per via endovenosa ogni 3 settimane ) oppure placebo in combinazione con Paclitaxel / Platino / Bevacizumab ( coorte Bevacizumab ), oppure in combinazione con Platino / Pemetrexed ( coorte Pemetrexed ) con Bevacizumab di mantenimento o Pemetrexed e Onartuzumab / placebo in modo appropriato.

Gli endpoint co-primari dello studio di fase II erano: la sopravvivenza libera da progressione ( PFS ) in tutti i pazienti e nei pazienti MET+ ( 2+/3+ ), definiti dal test immunoistochimico Ventana.
Gli endpoint secondari comprendevano la sopravvivenza globale (OS), il tasso di risposta obiettiva ( ORR ), la sicurezza e la farmacocinetica.

I dati di efficacia erano disponibili, rispettivamente, per 139 e 120 pazienti nelle coorti Bevacizumab e Pemetrexed.

Nessun beneficio è stato osservato nell’endpoint sopravvivenza libera da progressione nella popolazione intent-to-treat delle coorti, ma era numericamente peggiore nel braccio Onartuzumab del sottogruppo MET+ della coorte Bevacizumab.

I bracci Onartuzumab e placebo hanno presentato risultati simili riguardo a tasso di risposta obiettiva e sopravvivenza globale in entrambe le coorti.

Una più alta incidenza di alcuni eventi avversi è stata osservata con Onartuzumab rispetto al placebo, tra cui edema periferico ( 30% vs 3%, coorte Bevacizumab; 48% vs 14%, coorte Pemetrexed ) ed eventi tromboembolici venosi ( coorte solo Bevacizumab, 15% vs 6% ).

In conclusione, Onartuzumab non sembra fornire alcun beneficio clinico aggiuntivo quando somministrato in combinazione con l'attuale standard di cura chemioterapica di prima linea per il tumore del polmone non-a-piccole cellule non-squamoso. ( Xagena )

Wakelee H et al, Clin Lung Cancer 2017; 18: 50-59

Xagena_OncoPneumologia_2017



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